High-Rise (2015)


Dal libro di James Graham Ballard pubblicato nel 1975 in Italia con il titolo Il condominio. La vita di un giovane medico in un grattacielo a Londra a metà degli anni ‘70 racconta il sogno utopico del brutalismo che traduce in una megastruttura il microcosmo della società che vive in esso, quasi isolato dalla città. Tuttavia i problemi di una piccola società sono gli stessi di quelli della società in generale ma, quando compressi, diventano più terribili … ed ecco, tutto va a gonfie vele. Colpa dell’architetto.

Anthony Royal (Jeremy Irons)

“Doctor Laing, ho sentito dire che gioca a squash.” Sì è vero. Ha realizzato lei questo? “Disegnato, concepito, tutto con le mie mani. Naturalmente il progetto è lontano dall’essere finito. Ci saranno cinque torri in tutto che circonderanno il lago. Una sorta di mano aperta… il lago è il palmo e noi ci troviamo esattamente sulla falange distale dell’indice. Qui! Ho messo tutte le mie energie in questa torre. Mi sento come un’ostetrica.” Hm. Sembra quasi un diagramma di un evento psichico inconscio…. “Mi piace, posso utilizzarlo?” Non c’è alcun problema. “Io sono un modernista di professione… Lei è un dottore, sa bene che bisogna agire a seconda delle richieste.”

Ha mai pensato di lasciare il suo nido? “Sono stato il primo ad arrivare e sarò l’ultimo ad andarmene. Ricordi quando mi hai chiesto di come pensavo che questi edifici potessero diventare un luogo di cambiamento? Tutto questo mi ha fatto pensare a qualcosa di fondamentale. Non ho dimenticato di inserire qualche elemento. Il fatto che ne ho messi troppi. E ora il fallimento del progetto ha offerto a questa povera gente l’inizio di una via … una via di fuga per una nuova vita. Chissà, magari potrà diventare un valido esempio per futuri sviluppi.”

Color palette


Il Labirinto dell’Architettura

“Un labirinto è un edificio costruito per confondere gli uomini; la sua architettura, ricca di simmetrie, è subordinata a tale fine… Un fuggiasco non si nasconde in un labirinto. Non innalza un labirinto su un luogo alto della costa, un labirinto cremisi che i marinai avvistano da lontano. Non ha bisogno di erigere un labirinto, perché l’universo già lo è… L’Aleph? ripetei. Sì, il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli.” (J. L. Borges, L’immortale, in Aleph)

“Se noi volessimo e osassimo un’architettura secondo la modalità delle nostre anime (ma siamo troppo vili per questo), nostro modello dovrebbe essere il labirinto.” (Friedrich Nietzsche, Aurora)

“Il labirinto si configura come forma canonica architettonica che, in virtù delle sue componenti, riesce a dare, quasi per paradosso, l’idea di ritrovare un certo numero delle proprietà inerenti all’immensità dello spazio desertico in un luogo concentrato, in un volume definito da limiti esterni. Per questa ambigua capacità di dare al soggetto sia una sensazione di isolamento – e quindi di minaccia – sia la sensazione del tutto opposta di essere in un sistema protettivo, (…) il labirinto è pertanto una forma canonica architettonica.” (M. Cristina Fanelli, Labirinti. Storia, geografia e interpretazione di un simbolo millenario)

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